Il limite di Hayflick

“In sostanza, contrasta gli effetti deleteri dell’invecchiamento. La gerontologia, la scienza che se ne occupa in modo specifico, ha scoperto che esistono solo sette processi di base in cui il corpo si logora con l’età. Basta bloccare quei sette processi, e l’immortalità sarà a portata di mano.” Le scoccò un’occhiata eloquente, inarcando un sopracciglio.
“E lei ci è riuscito”, mormorò Lisa. “Il suo PNA manipola e regola il DNA per disinnescare l’invecchiamento.”
“Sì, ma non perfettamente. Abbiamo concentrato gran parte del nostro lavoro su uno solo di quegli elementi. La morte cellulare. Conosce il limite di Hayflick?”
Lisa scosse la testa, ormai quasi ammutolita.
“Nel 1961, il dottor Leonard Hayflick ha calcolato che la massima durata naturale della vita di un essere umano è di circa centoventi anni. Ha basato la stima sul numero di volte in cui una cellula si divide prima di morire. Il numero di queste divisioni è determinato dalla lunghezza di alcuni segmenti ripetuti di DNA che si trovano all’estremità dei cromosomi della cellula. Queste sequenze ripetute sono dette telomeri. Sostanzialmente funzionano come i cappucci di plastica delle siringhe: ne ritarda l’usura. Ma, dopo un certo numero di divisioni, i telomeri degradano e il cromosoma muore.”
“Ma cosa c’entra con il PNA?”
“Noi abbiamo progettato il PNA affinché agisca da telomero permanente, per generare cellule immortali e permetterci di sfondare il limite stabilito da Hayflick.”

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