Argotique

“Ogni aspetto di questa cattedrale deve essere stato creato in modo del tutto intenzionale. Niente è stato lasciato al caso qui. Niente. Lo sento nelle ossa; ogni centimetro di questo luogo straordinario e sacro lo urla.”
Si sedettero sul banco adiacente alla finestra 10, di fronte al rosone nord e alle finestre arcuate poste sotto di esso.
“Questo, per esempio, è inconsueto.” Maureen indicò la finestra di maggior spicco. “Sant’Anna rappresentata come una grande madonna nera, e in posizione centrale. Domina tutta la cattedrale e ogni volta viene rappresentata in una posizione importante e autorevole. Non può essere un caso.”
“Non posso spiegare la presenza dominante di Sant’Anna, ma posso dirvi una cosa” replicò Peter. “Il movimento gotico comincia non molto tempo dopo la morte di Matilde, più o meno nel 1130, e sembra spuntare dal nulla. Ma non è proprio gotico, giusto? Non viene dai Visigoti, che a detta di molti erano un popolo barbaro e bellicoso, poco incline alla raffinata lavorazione artistica della pietra e del vetro.”
Bérenger intervenne sull’argomento, in cui era piuttosto ferrato. “Questo perché l’espressione ‘arte gotica’ è un errore di traduzione. La definizione originale che si applicava a quelle che chiamiamo cattedrali gotiche non era art gotique, ma argotique. Argotique è un termine che significa ‘gergale’ e si riferisce a uno speciale dialetto perduto. Il grande alchimista Fulcanelli diceva che l’argotique era un ‘linguaggio riservato a tutti coloro che desideravano comunicare senza farsi capire dagli estranei’.”
“Chi ha orecchie per intendere intenda” aggiunse Maureen.
Peter annuì. “Quindi questa cattedrale non è un capolavoro di ‘arte dei Goti’, ma piuttosto di arte che nasconde un linguaggio speciale e segreto.”
“Esatto. Con il termine argotique o argot si indicava anche la lingua dei fuorilegge, il che di certo si addice agli eretici.”
Peter continuò animatamente. “Quadra tutto a meraviglia. All’improvviso nel dodicesimo secolo ci sono più di venti cattedrali gotiche in costruzione e, altrettanto all’improvviso, compaiono gli scalpellini, i matematici, gli architetti e i vetrai che sanno esattamente come eseguire questi capolavori di architettura – e di arte criptata – fino ad allora sconosciuti.”

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