JP Morgan e Nikola Tesla

Nel 1903, infatti, J.P. Morgan si rifiutò di concedere ulteriori finanziamenti, poiché nel frattempo aveva scoperto le vere intenzioni dello scienziato. Tesla aveva dichiarato pubblicamente di poter far accendere tutte le luci della fiera di Parigi utilizzando la sua torre di Wardenclyffe come trasmettitore. Un passo falso che gli costò caro. Con tale affermazione, Tesla si era messo irreparabilmente in contrasto con Morgan, mandandolo su tutte le furie. Il banchiere, infatti, proprio non voleva saperne di una tecnologia senza fili che avrebbe azzerato i suoi guadagni sulle reti di distribuzione elettrica via cavo e che per di più non consentiva l’utilizzo dei contatori per la misurazione e la vendita dell’energia erogata. Con il sistema mondiale di trasmissione wireless di Tesla, chiunque avrebbe potuto rifornirsi di energia piantando un’antenna in giardino. Se si considera poi che Morgan anche deteneva il monopolio del mercato del ferro e del rame, è evidente che con le linee elettriche tradizionali avrebbe venduto milioni di tralicci, guadagnando una fortuna. Si può ben comprendere la ragione per cui tale tecnologia wireless (senza fili) non fosse affatto un buon affare per lui sotto ogni aspetto commerciale.
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Morgan, che nel frattempo aveva bloccato il progetto di Wardenclyffe, non potendo ammettere pubblicamente di aver compromesso il progresso umano per mero interesse personale, iniziò a screditare pubblicamente Tesla e la sua tecnologia. Di rimbalzo, tutti i grandi giornali allineati al volere dei poteri forti bollarono l’avventura di Wardenclyffe come la “follia di Tesla da un milione di dollari” e nessun altro finanziatore ebbe più coraggio di farsi avanti.

 

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