Il tribunale segreto

Mentre frugava tra mensole e scaffali, Uberto si chiedeva se sarebbe stato in grado di riconoscere l’Uter Ventorum nel caso l’avesse trovato. Ogni volta che si trovava tra le mani uno scritto arabo o greco lo sottoponeva al vaglio di Ignazio, che ogni volta scuoteva la testa.

A un certo punto, senza smettere di ispezionare, gli domandò: “Che cos’è la Saint-Vehme?”
“Lascia perdere”, ribattè il mercante, mentre cercava tra cumuli di scartoffie. Il tono della sua voce non lasciava presagire nulla di buono.
“Saint-Vehme”, insistette. “Si dice così, mi sembra. Ne hai parlato poco fa”.
“E’ meglio che tu non sappia”, tentò di zittirlo l’uomo.
Il giovane smise di rovistare e incrociò le braccia sul petto. “Ormai sono coinvolto in questa storia proprio come te, perciò ho il diritto di sapere!”. Il suo tono era quasi di rimprovero. “Non sono stupido. So che mi nascondi molte cose”.
A quelle parole, Ignazio posò a terra un fascio di pergamene che stava esaminando e fissò il ragazzo. Nei suoi occhi c’era fierezza, ma anche preoccupazione. “Risponderò alla tua domanda”, dichiarò. “Ma ricorda, conoscere le cose non facilita la vita. Anzi, spesso la rende più difficile”.
“Non mi importa. Voglio sapere”.
Emettendo un sospiro, Ignazio iniziò a raccontare: “Si dice che la Saint-Vehme fu istituita da Carlo Magno per mantenere l’ordine nelle terre germaniche. Si tratta di un tribunale segreto composto da cavalieri che avevano il diritto di vita o di morte su chiunque. Nessuno era in grado di sfuggire al loro castigo, neppure i nobili. Con il tempo vennero chiamati “Veggenti”. Rivendicavano le loro esecuzioni lasciando sul luogo del delitto un pugnale a forma di croce. Punivano un’infinità di delitti, dalla miscredenza all’usurpazione del potere sovrano, dalla negromanzia alle violenze sulle donne. I sospettati venivano prelevati dalle loro case e condotti davanti ai giudici, e se trovati colpevoli venivano immediatamente impiccati. A capo della Saint-Vehme c’è il Gran Maestro, poi vengono i Franchi-Conti e per ultimi i Franchi-Giudici”. Fece una pausa, dopo la quale la sua voce si fece cupa: “Ebbene, io credo che l’assassino di Gothus Ruber sia agli ordini di un Franco-Conte. Credo che ci abbia seguiti fin qui da Venezia”.
“E dunque l’uomo che mi ha fatto cadere a San Marco potrebbe essere un Franco-Giudice?”, concluse Uberto. “Ma perché queste persone ci seguono? Non hai appena detto che sono cavalieri votati alla giustizia?”
“In origine lo erano. Ma ben presto iniziarono a usare la loro autorità per ottenere più potere. Si dice che attualmente i veggenti siano disseminati in tutta Europa. Ne ho riconosciuti alcuni persino in Terrasanta. E credimi, resta ben poco dei loro propositi di giustizia. Si dice addirittura che abbiano appreso i riti magici dei druidi sassoni, prima di sterminarli con l’accusa di negromanzia”.

 

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