Sotto falso nome

Poiché richiameremo più volte il testo dei vangeli, sia i quattro canonici sia i numerosi altri detti “apocrifi“, è bene chiarire subito che, secondo la prevalente interpretazione storica, questi testi non vanno considerati come biografici. Si tratta cioè di scritti di contenuto più spirituale che storico, sicché le vicende che narrano vanno interpretate in senso metaforico, soprattutto nell’ultimo dei quattro, il vangelo detto di Giovanni, che risale ai primi anni del II secolo e ha un elevato contenuto simbolico. In altre parole Marco, Matteo, Luca, Giovanni, i nomi con i quali si identificano i vangeli canonici, non è detto che appartengano a coloro che effettivamente li hanno scritti. I testi arrivano a noi da una tradizione posteriore di decenni alla morte di Gesù. Come afferma il professor Mauro Pesce, che insegna Storia del cristianesimo a Bologna: “Nessuno dei quattro vangeli dice il nome del suo autore”. Della stessa opinione il biblista americano Bart Ehrman nel suo saggio Sotto falso nome. Quale che sia l’identità degli autori, si tratta comunque di testi che hanno subìto più interventi, più redazioni.

 

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