I Medici

Langdon sapeva che quella costruzione, come molte altre della città, era stata commissionata dall’illustre dinastia che aveva dominato la vita politica fiorentina per tutto il quindicesimo, il sedicesimo e il diciassettesimo secolo.
I Medici.
Il nome stesso era diventato un simbolo di Firenze. In quei tre secoli di regno, i Medici avevano accumulato enormi ricchezze e potere, generando quattro papi, due regine di Francia e il più grande istituto finanziario d’Europa. Ancora oggi le banche usano il sistema contabile inventato dai Medici, la partita doppia con crediti e debiti.
L’eredità più importante di questa dinastia, però, non stava nella finanza o nella politica, ma nell’arte. Forse i mecenati più munifici che il mondo artistico abbia mai conosciuto, i Medici commissionarono un flusso constante di opere che alimentarono il Rinascimento. L’elenco degli artisti famosi che godettero del loro sostegno e della loro protezione andava da Leonardo da Vinci a Galileo, a Botticelli. […]
Considerando l’amore dei Medici per l’arte, Langdon rifletté che sarebbero stati felici di sapere che l’edificio che aveva di fronte – costruito originariamente per accogliere le stalle – era stato convertito in un’attiva scuola d’arte. Quel luogo tranquillo, che ora ispirava giovani artisti, era stato scelto per ospitare le stalle proprio per la sua vicinanza con una delle più belle zone di tutta Firenze in cui andare a cavallo.
Il giardino di Boboli.

 

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