La finzione americana

Una delle più straordinarie capacità dell’America è quella di produrre immagini estremamente positive di sé, di crederci e di fare in modo che anche gli altri ci credano. L’industria cinematografica ha avuto, in questo, un ruolo determinante. Per gli americani e ormai per gran parte dell’opinione pubblica di mezzo mondo, la storia americana non è quella che uno può leggere nei libri, ma quella che uno vede nei film. Gli americani sono sempre i “nostri” che arrivano al momento giusto a salvare la situazione contro i “selvaggi pellirossa”; sono sempre i “buoni” nella lotta contro i nazisti, i comunisti, i guerriglieri, i terroristi o gli alieni.

Hollywood non rifugge dall’affrontare i tanti problemi della società americana, ma ha un modo tutto suo di presentarli e di risolverli con quel lieto fine che è ideologicamente – e anche commercialmente – d’obbligo per ogni storia. Democrazia, eguaglianza, giustizia sono valori che vengono platealmente negati nella realtà, ma costantemente riaffermati nella sua rappresentazione. La finzione prende il posto della notizia. La propaganda quello della verità.
In America l’industria della pubblicità e quello delle pubbliche relazioni sono ormai due sofisticatissimi sistemi di manipolazioni della mente e non c’è più nulla, da Dio a un prodotto elettronico a una guerra, che non venga abilmente impacchettato e presentato in una qualche illusionistica formula di parole o in una qualche scatola lucida e colorata da lanciare sul mercato.

 

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