Le strutture di potere

“Possiamo cambiare discorso?” domandò Erika.
“Dico semplicemente che l’idea di cosa sia il veleno è tutta da vedere.”
“Danny, con te ogni cosa è da vedere.”
“In sostanza, sì”, ammise lui annuendo solennemente. “Perché non ho adottato la generale visione scientifica delle verità fisse e immutabili.”
“Neanche noi”, replicò Erika. “Ma alcune cose sono verificabili ripetutamente e perciò il fatto di crederci è giustificato.”
“Non sarebbe bello pensarla così? Ma si tratta solo di una fantasia che fa comodo alla maggior parte degli scienziati. In realtà è tutta una questione di strutture di potere”, replicò Danny. “E voi lo sapete. Chiunque detenga il potere nella società determina cosa può essere studiato, osservato e pensato. Gli scienziati si allineano con la struttura di potere dominante. Lo devono fare, perché la struttura di potere paga i conti. Se non collabori con la struttura di potere non ricevi i soldi per la ricerca, non ottieni un incarico, non sei pubblicato. In breve, non conti più niente. Sei fuori gioco. Equivale a essere morto.”
Nella vettura calò il silenzio.
“Lo sapete che ho ragione”, aggiunse Danny. “Solo che non vi piace.”

 

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