Sirio, la stella dei Magi

Eravamo entrambi convinti che la stella descritta da Matteo nel suo Vangelo non fosse una supernova. Era molto più probabile che rappresentasse Sirio, la stella più luminosa del cielo, venerata in tutto il Vicino Oriente, che gli egizi associavano strettamente alla nascita dei re. Matteo scrisse il suo Vangelo una generazione dopo gli eventi che descrive e tra i lettori a cui si rivolgeva c’erano probabilmente più gentili che giudei. Egli doveva dimostrare all’Egitto, alla Grecia, alla Siria e ad altri paesi che il suo Messia, il Gesù del suo Vangelo, non era soltanto un profeta giudeo ma un salvatore universale. Gli egizi basavano il loro calendario sotiaco sugli spostamenti di Sirio che essi chiamavano Spdt, nota presso i greci come Sothis. Sirio era legata alla loro divinità più conosciuta, a Iside e a suo figlio Horus il quale secondo la leggenda, fu concepito miracolosamente dal seme del suo defunto marito, Osiride. Gli egizi credevano che tutti i loro faraoni, fintantoché erano in vita, fossero reincarnazioni di Horus. Dopo la morte, essi compivano una serie di riti – venivano anche mummificati – destinati a trasformarli in un “Osiride”. A quel punto erano in grado di ascendere al cielo per diventare una stella della costellazione di Orione. […]

Iside come madre era un’icona popolare nell’antico Egitto. E’ evidente a chiunque studi l’argomento che il simbolo di Iside, la madre vedova del figlio divino Horus, passò nell’iconografia cristiana come la Vergine con il Bambino. Esistono innumerevoli statuette che raffigurano Iside con il piccolo Horus che succhia il seno o, più esotericamente, seduto sulle sue ginocchia con un dito sulle labbra, un gesto che significa “mantenere il segreto”. Con l’avvento del cristianesimo Iside, la divinità madre così popolare non solo in Egitto ma in tutto l’impero romano, divenne Maria, regina dei Cieli. Il titolo più tardo di stella maris, “stella del mare”, tradisce le origini del suo culto. Il “mare” in questione non era il Mediterraneo ma l’oceano al di sopra, ossia il cielo. La “stella del mare” era ed è Sirio, la stella più luminosa dei nostri cieli, considerata per millenni la stella di Iside. Maria, in effetti, ereditò il mantello azzurro di Iside.
L’idea dei Magi che seguono i movimenti di Sirio non era certamente un’invenzione di Matteo. I cieli in Mesopotamia sono generalmente limpidi ed era normale viaggiare in gruppo di notte. Tutti i popoli del Vicino Oriente erano esperti astronomi e nel periodo di Natale Sirio si levava verso il tramonto del sole e scompariva non molto prima dell’alba. Per chiunque fosse esperto in navigazione e conoscesse i suoi movimenti, essa costituiva una stella-guida ideale.

 

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