Il significato nascosto dei doni dei Magi

Anche i doni dei Magi possiedono un significato più profondo, che non appare subito evidente. Secondo la filosofia ermetica, che Matteo sembra conoscere piuttosto bene, i sette pianeti erano i re o i dominatori dei cieli inferiori. Caduto in disgrazia presso Dio, l’Uomo si sottomise al loro dominio, ossia fu intrappolato nei cicli di reincarnazione. Si riteneva che ogni pianeta, soprattutto quelli che si trovavano al di sopra dell’orizzonte al momento della nascita, conferisse qualcosa della propria natura all’anima che si incarnava. Questi doni potevano essere una benedizione o una maledizione, a seconda che venissero usati o meno per scopi puramente egoistici.

Astrologicamente, i doni dei tre re possono essere considerati come simboli degli speciali poteri donati a Gesù al momento della nascita dai suoi pianeti dominanti. E’ significativo che subito dopo il suo battesimo per mano di Giovanni egli sia tentato dal diavolo tre volte nel corso del suo digiuno nel deserto. Il diavolo sembra qui simboleggiare gli istinti più bassi della sua natura, o il suo lato oscuro che, a differenza del suo spirito eterno, è condizionato dalle circostanze astrali della sua nascita. Le tre tentazioni sembrano essere correlate con il possibile abuso di ciascuno dei tre doni dei re. La prima è quella di trasformare le pietre in pani, vale a dire di eseguire una trasformazione magica di materia. Questo sarebbe un abuso del potere sacerdotale conferitogli da Mercurio, il pianeta della magia. Poi Gesù è tentato a gettarsi da un luogo elevato con la ferma convinzione che gli angeli lo afferreranno e lo salveranno. In questo caso si tratterebbe di un abuso del potere che deriva da Saturno, quello di preservare la vita. Infine, Gesù ha la tentazione di proclamarsi re del mondo, un abuso dei doni di Giove, il pianeta che governa la sovranità. Gesù respinge tutte e tre le tentazioni e, così facendo, dimostra che il suo destino è superiore a quello degli dèi planetari, simboleggiati dai tre re. […]
In seguito, nel corso del suo ministero, Gesù si serve dei suoi doni per il bene degli altri. Utilizza il potere di Mercurio per trasformare l’acqua in vino e per moltiplicare i pani e i pesci, non per se stesso ma per le esigenze altrui. Usa il potere di Saturno per guarire i malati e resuscitare i morti. Rifiuta il denaro e la posizione che Giove gli ha dato divenendo un mendico errabondo. La storia narrata dal Vangelo di Matteo indica dunque il vero modo in cui un moderno seguace dell’ermetismo dovrebbe comportarsi: umiltà, carità e onore.[…]
Alla fine della sua vita, avendo portato a termine la sua missione pastorale, Gesù restituisce i doni degli “dèi”, ossia dei sovrani dei regni astrali. Al processo rinuncia a difendersi con discorsi forbiti o magie: in altre parole, rinuncia a Mercurio. Non cerca di procurarsi la libertà corrompendo qualcuno, cosa che, considerate le sue relazioni, avrebbe potuto fare, e in questo modo rinnega Giove. Infine, morendo sulla croce rinuncia al proprio destino di una lunga vita, restituendo il dono a Saturno. In questo modo Gesù rende ai tre re i loro doni, che per lui hanno poca importanza, preferendo liberarsi dalla schiavitù della vita terrena.

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *