Il vino di Napoleone

Bondaruk agitò una mano come per tacitarlo. “Sapete perché questo bottiglie sono così importanti per me?”
“No.”
“La verità è che queste bottiglie, il vino che contengono, e la loro provenienza non sono tanto importanti. Una volta che avranno svolto il loro compito, potete farle a pezzi, per quel che mi importa.”
“E allora perché? Perché le desidera tanto?”
“Quello che conta è dove possono farci arrivare. Quello che hanno tenuto nascosto per duecento anni e per i due millenni precedenti. Conosci bene Napoleone?”
“Un po’.”
“Napoleone era un generale spietato e un maestro di strategia. Tutti i libri di storia convengono su ciò, ma, a mio avviso, la sua qualità migliore era la lungimiranza. Lui aveva sempre lo sguardo dieci passi più avanti. Quando chiese a Henri Archanbault di creare quel vino e le bottiglie che lo contenevano, Napoleone stava pensando al futuro, al di là di battaglie e politica. Stava pensando alla sua eredità. Sfortunatamente, la storia si è messa in pari con lui.” Bondaruk fece spallucce e sorrise. “Suppongo che la sfortuna di un uomo rappresenti la fortuna di un altro.”

 

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