Il dogma dell’amore

Gerusalemme, 48 d.C.
“Grazie di essere venuto così presto, Iakov.”
Il discepolo beneamato si rivolgeva a Giacomo con il suo nome familiare, in ebraico. Il sole morente illuminava l’impluvium della casa di una luce purpurea. Erano soli. Il fratello di Gesù aveva riposto i filatteri, ma era avvolto nello scialle di preghiera. Sembrava spaventato.
“Paolo è tornato ieri ad Antiochia, il primo concilio della Chiesa ha rischiato di finire male. Ho dovuto imporre un compromesso; Pietro ne è uscito assai sminuito. Ti odia, così come odia me.”
“Pietro non è un uomo malvagio. L’incontro con Gesù lo ha brutalmente messo di fronte al suo destino di povero. Rifiuta di tornare indietro, e detesta tutto ciò che potrebbe sottrargli il primato.”
“Io sono il fratello di Gesù. Quello di noi due che dovrà farsi da parte, è certamente lui. Sarà costretto ad instaurare la sua supremazia altrove!”
“Lo farà, Giacomo, lo farà. Quando Paolo avrà istituito la nuova religione che sogna, il faro si sposterà da Gerusalemme a Roma. La corsa per il potere non è che agli inizi.”
Giacomo chinò il capo.
“Da quando ha assassinato in pubblico Anania e Safiro, Pietro non è più armato, ma alcuni dei suoi fedeli lo sono. Li ho uditi ieri. Ti ritengono un uomo del passato, che ti opponi a coloro che sono portatori di avvenire. Non ci può essere un tredicesimo apostolo, lo sai. La tua vita è in pericolo. Non puoi restare a Gerusalemme.”
“L’assassinio di Anania e sua moglie è avvenuto tanto tempo fa, per una questione di denaro. Ormai, il denaro di tutte le chiese d’Asia affluisce a Gerusalemme.”
“Non è una questione di denaro. Tu rimetti in gioco tutto ciò per cui lottano. Insieme a Giuda, eri il discepolo che mio fratello Gesù prediligeva. Sappiamo come Pietro ha eliminato Giuda, come rimuove gli ostacoli sul suo cammino. Se tu sparisci come l’Iscariota, con te sparirà tutta una parte di memoria. Devi fuggire, presto. Questa potrebbe essere l’ultima volta che ci incontriamo, così, te ne supplico, dimmi in quale luogo gli esseni hanno sepolto il corpo di Gesù, dimmi dove si trova la sua tomba!”
Quell’uomo non aveva né l’ambizione di Pietro né il genio di Paolo; non era che un ebreo come tanti. che chiedeva notizie del fratello. Gli rispose con calore: “Ho trascorso con Gesù molto meno tempo di te, Iakov. Ma ciò che ho imparato da lui, non può comprenderlo nessuno di voi. Tu perché sei visceralmente attaccato al giudaismo. Paolo perché da sempre osteggia gli dei pagani dell’impero, e sogna di sostituirli con una nuova religione, basata sull’immagine di un Cristo ricostruito a suo piacimento. Gesù non appartiene a nessuno, amico mio, né ai tuoi seguaci né a quelli di Paolo. Egli ora riposa nel deserto. Solo il deserto può proteggere le sue spoglie dagli avvoltoi ebrei e greci della nuova Chiesa. Era l’uomo più libero che abbia mai conosciuto. Voleva sostituire la legge di Mosè con una nuova legge, non più incisa su tavole ma nel cuore dell’uomo. Una legge con un solo dogma: quello dell’amore”.

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Un commento

  1. "Una legge con un solo dogma: quello dell'amore" … parole sante !!!

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