Liquido respirabile

Il vuoto infinito in cui era sospeso Langdon fu d’un tratto riempito da un sole accecante. Raggi di luce bianca incandescente si diffondevano nell’oscurità dello spazio, perforandogli la mente.

La luce era dappertutto.
All’improvviso, tra le nuvole raggianti davanti a lui, apparve una silhouette. Era un viso… sfocato e indistinto… due occhi che lo fissavano attraverso il vuoto. Il volto era circondato da raggi di luce, e Langdon si domandò se stesse per caso guardando in faccia Dio.
Sato continuava a fissare nel contenitore e intanto si chiedeva se il professor Langdon avesse idea di quello che era successo. Ne dubitava. Dopotutto, il disorientamento era lo scopo principale di quella tecnologia.
Le vasche di deprivazione sensoriale erano in circolazione fin dagli anni Cinquanta ed erano tuttora una popolare forma di evasione per i ricchi appassionati di new age. Il “galleggiamento”, come veniva chiamato, permetteva di sperimentare un ritorno trascendentale alla vita intrauterina… una specie di stimolo alla meditazione che rallenta l’attività del cervello eliminando tutte le sollecitazioni sensoriali: luci, suoni, contatti, persino la forza di gravità. Nelle vasche tradizionali, la persona galleggiava supina in una soluzione ipersatura di solfato di magnesio che consentiva di tenere la testa a pelo dell’acqua per respirare.
In anni più recenti, però, la tecnologia di queste vasche aveva fatto un incredibile balzo in avanti.
Fluorocarbonio ossigenato liquido.
La nuova tecnologia, nota come “ventilazione liquida totale”, era così avanzata che pochi credevano alla sua esistenza.
Liquido respirabile.
Questo tipo di liquido era una realtà già nel 1966, quando Leland C.Clark era riuscito a tenere in vita un topo immerso per diverse ore nel fluorocarbonio ossigenato liquido. Nel 1989 la tecnologia della ventilazione liquida aveva fatto la sua sensazionale comparsa nel film Abyss, benché pochi si fossero resi conto che si trattava di vera scienza.

 

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2 commenti

  1. Passaggio molto intrigante. Pensate che nella realtà è pure un metodo di tortura: il famoso WATERBOARDING inventato dai militari americani …

  2. So che è passato quasi un anno da questo commento anonimo, ma non posso trattenermi dal dire che chiunque abbia scritto questo commento dovrebbe informarsi meglio prima di dire stupidaggini.
    Il Waterboarding è sicuramente una tortura, ma non c'entra niene con la ventilazione liquida. L'unica cosa in comune è la sensazione di affogare, ma se nel Waterboarding è l'essenza stessa della tortura, nella ventilazione liquida è un fastidioso ma necessario passaggio per arrivare ad assimilare ossigeno direttamente da un liquido.

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