Antica cultura mondiale

Nel 1966 un professore di storia delle scienze americano, Charles Hapgood, causò molte controversie con il libro intitolato Maps of the Ancient Sea King. Il motivo della controversia si capisce leggendo il titolo dell’ultimo capitolo Una civiltà scomparsa che comincia con queste parole: “Le prove mostrate dalle antiche mappe sembrano indicare l’esistenza, in tempi remoti, prima della nascita di qualsiasi cultura a noi nota, di una vera civiltà, molto progredita. E’ possibile che questo popolo si fosse insediato in una data area e commerciasse con tutto il mondo oppure che si trattasse di una vera e propria cultura mondiale. Sotto alcuni punti di vista questa civiltà era superiore a quella greca o romana. Per quanto riguardava la geodesia, le scienze nautiche, la cartografia era molto più progredita di qualsiasi civiltà a noi nota prima del XVIII secolo. Soltanto nel XVIII secolo è stato ideato un metodo pratico per definire la longitudine. Nel XVIII secolo la circonferenza della terra è stata misurata con precisione e risalgono soltanto al XIX secolo le prime esplorazioni del Mare Glaciale Articolo e dell’Oceano Antartico. E soltanto allora abbiamo incominciato ad esplorare il fondo dell’Atlantico. Le carte dimostrano che un popolo antico aveva già fatto tutte queste cose”. […]. A 25 anni di distanza dalla pubblicazione del libro, le prove fornite da Hapgood rimangono più che mai solide e fondate.

 

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