Sensibilità energetica

Henry studiò la sagoma, poi la stanza. Non sapeva che cosa aspettarsi e quello che successe lo sconcertò. Dovette battere le palpebre più volte per accertarsi che non fosse un illusione ottica.
La piramide, composta di sostanza Z, si fuse e colò sopra la scultura. Le mani incrociate si separarono quel tanto che bastava per far fluire il metallo fuso. Quando le dite dorate ripresero la posizione originaria, il Cristo stringeva lo stelo sottile di un fiore profumato.
L’abate sospirò e abbassò le mani, con un sorriso beato sul viso. Si rimise in piedi.
“Che cos’è successo?” mormorò Joan.
“Abbiamo aggiunto il vostro campione… che ci ha portati più vicini di un passo al nostro fine.” Ruiz si ritrasse dall’altare, portando gli altri con sé.
“Come ha fatto?” chiese Henry, accennando col capo alla statua.
“Siete stati testimoni del perché il metallo è stato definito demoniaco dal Vaticano. E’ la caratteristica davvero speciale del Sangre del Diablo.” Ruiz si rivolse a Joan. “Abbiamo letto le sue note e le sue relazioni. Come ha fatto lei, noi abbiamo negli anni sperimentato che il metallo risponde a qualsiasi forma di energia esterna: elettricità, raggi X, radiazioni, energia termica. Usa tutte queste forme con efficienza perfetta, cambiando il suo stato da solido a liquido. Ma quello che lei doveva ancora scoprire era la proprietà di cui gli inca avevano fornito dimostrazione ai frati domenicani arrivati per primi.”
“E qual era?” domandò Henry.

 

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