Apollonio di Tiana

“Non voglio separarmi da te” disse, “ma hai ragione. Da dove muoverai per la tua indagine?”
Huang si volse smarrito intorno. Si era fatto lui stesso quella domanda, senza trovare risposta adeguata. Non aveva tra le mani alcuna traccia utile. Fu proprio Grozio a venirgli in soccorso.
Apollonio di Tiana…”
Il mercante lo guardò stupito.
“Chi era costui?”
“Da molte settimane, ormai, da quando abbiamo scoperto che Gengis Khan aveva il potere di guarire i suoi soldati, ho in mente fisso questo nome: Apollonio di Tiana. E non a caso…”
“Che intendi?”
Il veneziano non nascondeva la sua eccitazione.
“Metti insieme due fatti. Il primo è questo: nel diario di Marco Polo non abbiamo trovato che un accenno alla setta di Lazzaro. Ma noi sappiamo che ne scoprì il segreto: solo tale sapere poteva spingerlo a nominarla con tanta reverenza. E’ dunque logico supporre che nel corso della missione per Kublai Khan abbia visitato i luoghi e incontrato le persone che lo aiutarono ad acquistare tale conoscenza. Secondo fatto: molti dei luoghi nominati nel diario non compaiono affatto ne Il Milione. Tu credi che sia una dimenticanza? Io penso proprio di no. Il viaggiatore europeo non voleva rischiare in alcun modo che un segreto tanto importante cadesse nelle mani sbagliate.”
“E cosa avrebbe a che fare con tutto questo l’uomo di cui parlavi prima?”
“Apollonio di Tiana, mio caro Huang, è stato secondo la tradizione uno dei più grandi taumaturghi dell’antichità. Egli visse nella stessa epoca di Gesù e Lazzaro e operò molte guarigioni, tanto che la sua fama era diffusa presso tutti i popoli del vicino e del lontano Oriente. E sai qual’è la cosa straordinaria? Che nel corso della sua vita calcò le stesse terre nominate da Marco Polo nel suo diario e che il veneziano escluse poi dal suo libro…”
“Dove vuoi arrivare?”

 

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