Trentatré

Katherine ignorò la battuta. “Sicuramente saprai che c’è una ragione storica e simbolica per cui i massoni hanno scelto il trentatreesimo come massimo grado.”
“Certo” convenne Langdon. Ai tempi di Pitagora, sei secoli prima della nascita di Cristo, la tradizione della numerologia aveva proclamato il 33 il più nobile di tutti i numeri maestri. Era la cifra più sacra, simbolo della verità divina. La tradizione era poi proseguita con la massoneria, e non solo. Non era un caso che per i cristiani Gesù fosse stato crocifisso all’età di trentatré anni, nonostante non esistessero riscontri storici a conferma di questo, e che Giuseppe avesse trentatré anni quando sposò la Vergine Maria, o che Gesù avesse compiuto trentatré miracoli, o ancora che il nome di Dio venisse menzionato trentatré volte nella Genesi, o che per l’islam tutti coloro che stanno in paradiso avessero sempre trentatré anni.
“Il 33” disse Katherine “è un numero sacro per molte tradizioni mistiche.”
“Giusto.” Langdon ancora non capiva cosa c’entrasse tutto questo con una pentola per la pasta.
“Dunque, non dovrebbe sorprenderti che anche uno dei primi alchimisti, un rosacroce e un mistico come Isaac Newton, considerasse speciale il numero 33.”
“Infatti, non mi sorprende” convenne Langdon. “Newton era appassionato di numerologia, astrologia e divinazione. Ma questo che cosa …”
“Tutto sarà rivelato al trentatreesimo grado.”
Langdon prese dalla tasca l’anello di Peter e osservò l’iscrizione. “Scusa, ma non ti seguo.”
“Robert poche ore fa eravamo convinti che il ‘trentatreesimo grado’ si riferisse al grado massonico, ma, quando abbiamo ruotato l’anello di trentatré gradi, il cubo si è trasformato in una croce. In quel momento abbiamo capito che la parola ‘grado’ era usata in un altro senso.”
“Sì, i gradi di rotazione.”
“Precisamente. Ma ‘grado’ ha anche un terzo significato.”
Langdon guardò la pentola sul fornello. “La temperatura.”
“Proprio così! Abbiamo avuto l’anello davanti agli occhi per tutta la sera. ‘Tutto sarà rivelato al trentatreesimo grado.’ Se scaldiamo questa piramide fino alla temperatura di trentatré gradi… forse potrebbe rivelarci qualcosa.” […]
Langdon guardò prima la pentola, poi la piramide. “Katherine, la piramide è di granito e d’oro. Pensi davvero che l’acqua bollente sia sufficiente a provocare una trasformazione?”
Il sorriso sul volto di lei gli fece capire che sapeva qualcosa che lei ignorava. Con movimenti sicuri, Katherine si avvicinò al bancone, prese la piramide di granito sormontata dalla cuspide d’oro e la mise nel colapasta. Poi lo calò con cura nell’acqua che bolliva. “Lo scopriremo presto”.

 

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