Niente plastica nel passato

“Qui siamo ancora in una fase un po’ sperimentale. Finora, però, ha funzionato benissimo. Quella sostanza è costituita da un polimero che comincia a biodegradarsi dopo una settimana”.
Il vecchio, a quel punto, li fece alzare in piedi. Tolse a tutti con mano esperta gli apparecchi di plastica che avevano impiantati nelle orecchie.
“Io ci sento. Non ho bisogno di apparecchi acustici”, disse Kate a Gordon.
“Non è un apparecchio acustico”, spiegò Gordon. Sul lato opposto della stanza, il vecchio stava trapanando il centro dei frammenti di plastica, inserendovi piccoli dispositivi elettronici. Lavorava con sorprendente rapidità. Quando i componenti elettronici furono sistemati, tappò il buco con altra plastica.
“E’ un traduttore simultaneo con radiomicrofono. Nel caso vogliate comprendere quel che vi dirà la gente”.
“Anche ammesso che capiamo quel che ci viene detto”, domandò Kate, “come facciamo a rispondere?”
Marek le diede un colpetto di gomito. “Non ti preoccupare. Io parlo l’occitanico e il francese medio”.
“Oh, fantastico”, disse lei sarcastica. “Allora, puoi insegnarmelo nel prossimo quarto d’ora”. Kate era in tensione: stava per essere disintegrata o vaporizzata in quella dannata macchina, cosicché parlava a ruota libera.
[…] Subito dopo, gli auricolari di plastica color carne vennero impiantati al loro posto. “Ora, sono spenti”, disse Gordon. “Per accenderli, basterà dare un colpetto sull’orecchio con un dito. Ora, se volete venire da questa parte…”
Gordon consegnò loro un sacchetto di cuoio. “Abbiamo cercato di mettere insieme un piccolo pronto soccorso portatile; questi sono i prototipi. Sarete i primi a uscire effettivamente nel mondo e potreste averne bisogno. Vi consiglio di tenerli nascosti sotto i vestiti”.
Aprirono i sacchetti e ne estrassero un piccolo contenitore di alluminio alto circa dodici centimetri con base di circa tre centimetri di diametro. Sembrava un piccolo barattolo di schiuma da barba. “Questa è l’unica arma di difesa che possiamo fornirvi. Contiene dodici dosi di biidrato di etilene, con substrato proteico. Possiamo dimostrarvi il suo effetto sul nostro gatto H.G. Dove sei H.G.?”.
Il gatto nero saltò sul tavolo. Gordon lo accarezzò e gli spruzzò una nube di gas vicino al naso. Il gatto sbatté le palpebre, fece uno strano sbuffo e cadde a terra come un sasso.
“Provoca perdita dei sensi nel giro di sei secondi circa”, disse Gordon, “e produce una amnesia retroattiva. Tenete presente, però, che l’effetto ha breve durata. Per funzionare, inoltre, il gas deve essere spruzzato direttamente in faccia”.
Il gatto cominciava già a rianimarsi, quando Gordon riprese il sacchetto di cuoio e ne tolse tre cubi rossi di carta, simili per dimensioni a delle zollette di zucchero, coperti ciascuno da uno strato di cera chiara. Sembravano fuochi artificiali.
“Se avete bisogno di accendere un fuoco”, disse Gordon, “con questi sarà facile. Tirate la cordicella e i cubetti prenderanno fuoco. Sono contrassegnati da numeri diversi – quindici, trenta e sessanta – che indicano i secondi necessari all’accensione. La cera serve a impermeabilizzarli. C’è un piccolo particolare: a volte non funzionano”.
“Non si potrebbe portare un Bic?”, domandò Chris Hughes.
“Non è appropriato al periodo. Non si può portare la plastica nel passato”.

 

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *