Precetti presi in prestito

Cranio rasato, abito arancione, il priore del monastero buddhista di Nanhua raccontava le sue verità esibendo un bel sorriso serafico sulla faccia di terracotta dalla pelle liscia come quella di un bambino. Gli occhi mobili e loquaci, bordati da un filo di sopracciglia arcuate, emanavano un’intensa luce interiore. […]
Tutto orecchie, Schreck invece era assalito dai dubbi. Per fortuna, ripeteva a se stesso, non sono a Roma, né a Goa, dove le mie perplessità sarebbero state fugate dalle fiamme del rogo.
Dedurre dalle parole del superiore del monastero di Nanhua che i diavoli e gli angeli custodi del cristianesimo non erano personaggi originali, aveva colpito il tedesco, anche se a pensarci bene, non molto: in fondo non erano messi in causa dogmi. Ma la scoperta che pure la verginità di Maria era un precetto che i cristiani avevano preso in prestito da un’altra religione lo aveva fortemente turbato.
Dunque, passi il fatto che Giotto, sulla parete della chiesa di San Francesco in Assisi, non inventò nulla di nuovo con i suoi diavoli scacciati dal borgo di Arezzo che si levano in volo; così come, a Siena, il demone alato di Duccio da Boninsegna che tenta Cristo non rappresenta alcuna novità; e anche la moltitudine di orripilanti figure infernali che svolazzavano oscenamente nel Trionfo della Morte nel Camposanto di Pisa altro non sono, come i due casi precedenti, che una replica dei diavoli dell’inferno buddhista, visto che – a sentire il priore – i seguaci di questa religione avevano cominciato a rappresentare i diavoli con le ali almeno quattro secoli prima. E passi pure che gli angeli custodi sembrano essere la copia spiccicata dei bodhisattva, gli Esseri Risvegliati che non entrano nel Nirvana per restare sulla Terra ad aiutare gli altri a diventare dei Buddha. Ma Schreck non aveva potuto evitare un senso di smarrimento quando il vecchio bonzo aveva attaccato la storia di Maya.
Dopo trentadue anni di matrimonio, Maya era ancora vergine: una visione premonitrice le aveva annunciato la nascita di un figlio prodigioso… anche l’Annunciazione! E infatti, dopo dieci mesi, aveva dato vita a un bambino. Il figlio le era uscito da un fianco – circostanza ben strana! – mentre lei era aggrappata a un ramo di fico; d’altronde, per chi non ci credeva, doveva apparire altrettanto inverosimile la nascita di Gesù dal grembo vergine della giovanissima Maria, rimasta illibata anche dopo il parto. Ma la cosa più stupefacente per Schreck era stato apprendere che il bimbo di Maya – chiamato Sakyamuni, ossia Asceta dei Sakya, o Siddharta che significa Colui che ha raggiunto il suo scopo, o ancora Gautama perchè discendeva dalla stirpe brahmanica di Gotama, oppure detto anche Jina, il Vittorioso, o Tathagata, Colui che è in possesso della Verità, e Bhagavat, cioè il Beato -, questo bimbo, dunque, nato da una madre vergine così come Gesù da Maria, altri non era che Buddha, il Risvegliato, colui che fondò il buddhismo ben cinquecento anni prima di Cristo.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *