La sapienza nascosta e dimenticata

Mal’akh aveva imparato molto tempo prima che mediante la giusta applicazione dell’Arte, un cultore poteva aprire un portale sul regno dello spirito. Le forze invisibili che vi abitavano, assai simili all’uomo, si presentavano sotto molte forme, sia buone sia malvagie. Quelle della Luce guarivano, proteggevano e cercavano di portare ordine nell’universo. Quelle delle Tenebre agivano in senso contrario… portando caos e distruzione.
[…]
Quella battaglia, ovviamente, era cominciata molto tempo prima. Nell’antico Egitto, coloro che avevano perfezionato l’Arte erano diventati i grandi adepti della storia, emergendo dalle masse per essere i veri cultori della Luce. Si muovevano come dèi sulla terra. Costruivano grandi templi verso i quali i neofiti arrivavano da ogni parte del mondo per essere iniziati e condividere la conoscenza. Ne era nata una genia di uomini superiori. Per un breve lasso di tempo, l’umanità era parsa pronta a elevarsi e trascendere i suoi vincoli terreni. L’età d’oro degli antichi misteri. Ma l’uomo, essendo fatto di carne, era facile preda del peccato: superbia, odio, intolleranza, avarizia. Con il tempo, c’erano stati alcuni che avevano corrotto l’Arte, snaturandola e abusando del suo potere per trarne vantaggi personali. Avevano cominciato a usare quella versione corrotta per invocare forze oscure. Sia era sviluppata un’Arte diversa… più potente, immediata, esaltante. […]
Gli adepti illuminati e le loro esoteriche confraternite avevano assistito all’ascesa del male e si erano accorti che l’uomo non utilizzava il nuovo sapere per il bene della propria specie. Così avevano nascosto la loro sapienza per proteggerla dagli occhi delle persone non degne, finché essa si era persa del tutto.
Questo aveva provocato la grande caduta dell’uomo.
E un lungo periodo di tenebre.
Fino a quel momento, i nobili discendenti degli adepti avevano resistito, brancolando nel buio alla ricerca della Luce, dei poteri smarriti del loro passato, per tenere a bada le tenebre. Erano i sacerdoti e le sacerdotesse delle chiese e dei templi di tutte le religioni della terra. Il tempo aveva cancellato i ricordi… separandoli dal loro passato. Non conoscevano più la Fonte da cui era sgorgato un tempo il loro sapere. Quando li si interrogava sui nuovi misteri divini dei loro progenitori, i nuovi custodi della fede li rinnegavano a gran voce, condannandoli come eresie.
Hanno davvero dimenticato? si chiese Mal’akh.
Echi dell’antica Arte risuonavano ancora in ogni angolo del globo: dai cabalisti dell’ebraismo ai sufi dell’islam. Ne restavano tracce anche negli arcani rituali del cristianesimo: nell’eucarestia, nella gerarchia di santi, angeli e demoni, nel salmodiare e nelle formule sacre, nelle origini astrologiche del calendario liturgico, nelle vesti consacrate e nella promessa della vita eterna. Ancora oggi i preti scacciavano gli spiriti malvagi facendo oscillare incensieri fumanti, suonando campane sacre, spargendo acqua benedetta. I cristiani praticavano ancora l’antica arte dell’esorcismo che richiedeva la capacità non solo di scacciare i demoni, ma anche di evocarli.
E non riescono a vedere il loro passato?
In nessun luogo il passato mistico della Chiesa era più evidente che al suo epicentro. Nella Città del Vaticano, in mezzo a piazza San Pietro, si ergeva il grande obelisco egizio. Scolpito più di milletrecento anni prima di Cristo, quel magico monumento non aveva alcun nesso con il moderno cristianesimo. Eppur era lì, al centro della Chiesa di Cristo. Un faro di pietra che urlava per essere ascoltato. Un memento per i pochi saggi che ancora ricordavano dove tutto era iniziato. Quella Chiesa, nata dal ventre degli antichi misteri, ne portava ancora riti e simboli.
Uno sopra tutti.
Adornava gli altari, le vesti, i campanili, le Scritture: era il simbolo stesso della cristianità, quello di un prezioso essere umano sacrificato. Il cristianesimo più di ogni altra religione comprendeva il potere trasfigurante del sacrificio. Ancora oggi, per onorare quello di Gesù Cristo, i suoi seguaci offrivano i loro piccoli sacrifici personali: digiuni, rinunce, elemosine.

 

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