I cinque elementi e il qi

“Ebbene, l’acqua non è che uno dei cinque elementi”, puntualizzò allora il mandarino.
“Ma gli elementi sono quattro, acqua, aria, terra e fuoco”, lo interruppe garbatamente Trigault.
“Sono cinque, signor procuratore: legno, fuoco, terra, metallo e acqua. Non ci si può sbagliare”, ribattè Zhao Cao senza scomporsi.
Schreck voleva saperne di più. “Ogni parte del corpo umano è associata a un elemento?”
“Avete ben compreso, dottore: malauguratamente sono soltanto un modesto letterato e dunque sono appena in grado di accennarvi che, come ci sono cinque elementi, abbiamo cinque organi a essi associati; così, se i reni sono in rapporto con l’acqua, il fegato lo è con il legno, il cuore con il fuoco, la milza con la terra e i polmoni con il metallo. Vi risparmio altre concordanze, ma è certo che anche ognuno dei cinque organi di senso, dei cinque tessuti, delle cinque emozioni, dei cinque sapori, dei cinque fluidi umani e così via è in relazione con un ben determinato elemento.”
“Ora la questione mi sembra più chiara. Vedete, eccellenza, è per me molto importante imparare nuovi sistemi per riconoscere le malattie e guarirle.”
“Voi europei, però, tendete a curare qualcuno soltanto se questi è malato; insomma, intervenite quando lo sconquasso è già in atto. Invece, in Cina, preferiamo, appena possibile, arrivare prima che il guaio capiti. Ed ecco la differenza: la vocazione della medicina cinese è prevenire! Per semplificare, un medico sarà tanto più capace e stimato quanto meno il suo paziente si ammala.”
Schreck si mostrava pensieroso. “Basterebbe dunque affidarsi a un buon medico per non ammalarsi mai?”
Il mandarino storse la bocca in un ghigno amaro. “Ci si ammala anche da noi, signor Terrentius, anche nel nostro impero gli uomini muoiono e, nonostante l’impegno dei taoisti, non è stato ancora trovato l’elisir dell’immortalità. I medici si danno molto da fare ma non sempre vengono a capo della situazione.”
“Neanche se ci si premunisce di farsi visitare periodicamente?”
“Neanche. Tra un controllo e l’altro può succedere che il livello del qi si abbassi talmente da non potersi più opporre a eventuali malattie, e allora non ci sono cure che tengano. Ne son ben io qualcosa…”
“Il qi?” chiesero all’unisono i due gesuiti.
“Si, signori, il qi, l’energia vitale, lo spirito che ognuno possiede, quello che dà impulso e movimento a tutti gli organi e tutti i visceri.”
“Forse è quello che Aristotele definisce pneuma“, ipotizzò Schreck rivolto a Trigault.
“Il qi, illustri ospiti”, riprese il mandarino, “si comporta come la nebbia e come la rugiada perchè trasporta i sapori in tutto il corpo, scalda la pelle, fornisce la forza agli organi, rende i peli flessibili. Nutre, difende, riscalda, muove. E tutte le malattie sono causate da un turbamento del qi.”

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *