Metalli a struttura monoatomica

Gray cominciò a percepire la verità: una conoscenza segreta tramandata di generazione in generazione. “Dove conduce, poi, il percorso della polvere bianca nella storia?”
“All’epoca di Cristo”, rispose Vittorio. “Nel Nuovo Testamento continuano a comparire cenni all’oro misterioso. Nel secondo capitolo dell’Apocalisse è scritto: Al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca. E ancora, sempre nell’Apocalisse, le case della città di Gerusalemme sono descritte come costruite di oro puro, come cristallo trasparente.”
Gray ricordò di aver sentito il prelato ripetere quell’ultima citazione quando avevano fuso la polvere nella cattedrale di Colonia.
“Ditemi”, proseguì Vittorio, “quand’è che l’oro ha l’aspetto del vetro? Mai, l’idea è priva di senso. A meno che non si consideri l’oro a struttura monoatomica… Quell’oro più puro dell’oro di cui parla la Bibbia.”
Poi indicò il tavolo. “Il che ci riporta di nuovo ai Magi, in particolare a un racconto allegorico – ma non per questo meno importante – in cui Marco Polo, di ritorno dalla Persia, narra del dono offerto ai tre saggi da Gesù bambino: una pietra bianchissima. Secondo il racconto, la pietra rappresentava un invito al consolidamento della fede dei Magi i quali, nel viaggio di ritorno, videro la pietra infiammarsi e bruciare di una fiamma inestinguibile, simbolo dell’illuminazione.” Notando lo sguardo confuso di Gray, Vittorio continuò: “In Mesopotamia, terra in cui nacque questa leggenda, l’espressione tradotta ‘sublime pietra del fuoco’ si diceva shemanna, o, più brevemente, ‘pietra di fuoco’ … manna.”
Gray annuì lentamente. “Così siamo tornati al punto di partenza, alla manna e ai re Magi.”
“All’epoca in cui furono fabbricate le ossa”, precisò Vittorio.
“La storia finisce qui?” domandò Gray.
Vittorio scosse il capo. “Dovrei approfondire le ricerche ma credo che prosegua oltre. Sono convinto che queste non siano episodiche apparizioni della polvere, ma tappe di una ricerca condotta da una confraternita di alchimisti che ha raffinato il processo nel corso dei secoli. Credo che la comunità scientifica ufficiale, invece, lo stia scoprendo per la prima volta soltanto adesso.”
Gray si voltò verso Kat.
“Vittorio ha ragione”, ammise la donna. “Sono state fatte scoperte incredibili a proposito dei metalli a struttura monoatomica: dalla levitazione alla possibilità dello spostamento transdimensionale. Al momento, tuttavia, sono in corso applicazioni più pratiche, come l’uso del cisplatino e del carboplatino nella cura dei tumori dei testicoli e delle ovaie. Di sicuro Monk, con la sua preparazione in campo medico, sarà in grado di approfondire l’argomento. Negli ultimi anni, comunque, sono state fatte scoperte ancor più affascinanti.”
Gray le fece cenno di continuare.
“La Brystol-Meyers Squibb ha annunciato che gli atomi di rutenio sono in grado di correggere le malformazioni cellulari a tendenza cancerogena. Secondo la Platinum Metals Review, inoltre, anche gli atomi di platino e di iridio si comportano in modo analogo, spingendo l’elica di DNA a correggersi da sola, senza bisogno di chemioterapia o radiazioni. E’ stato dimostrato che l’iridio è in grado di stimolare la ghiandola pineale, rivitalizzando il DNA ‘invecchiato’, aumentando l’aspettativa di vita e riattivando le cellule cerebrali degenerate con l’età.” Kat si sporse in avanti. “Questo articolo dell’agosto 2004 riferisce del successo ottenuto dalla Purdue University nel combattere i virus tramite il rodio illuminato all’interno di un organismo; persino la virosi West Nile.”
“Illuminato?” domandò Vittorio.
Kat annuì. “Molti articoli trattano dell’azione combinata di luce e metalli monoatomici: parrebbe in grado di trasformare l’elica di DNA in superconduttore, di accelerare la comunicazione tra le cellule, di attingere alle correnti energetiche di lancio.”
Infine intervenne Sara, che era rimasta ad ascoltare in silenzio, con gli occhi chiusi. “Chissà…”
“Cosa?” chiese Gray guardandola.
La donna riaprì lentamente gli occhi, vivi e luminosi. “Gli scienziati parlano di acutizzazione delle capacità intellettive, levitazione, trasmutazioni, cure miracolose e antinvecchiamento. Sembrerebbe un elenco di prodigi raccontati dalla Bibbia. Chissà perché a quell’epoca si verificavano così tanti miracoli e oggi no. […] E’ possibile che questa conoscenza segreta sia stata la causa dei numerosi miracoli dei tempi biblici?”

 

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