Dialogo sulla massoneria

“Ma non possiamo” gli aveva fatto notare un ragazzo. “La massoneria è una società supersegreta.”
“Supersegreta? Ne siete proprio sicuri?” A Langdon era venuto in mente il grosso anello massonico che il suo amico Peter Solomon portava orgogliosamente all’anulare destro. “Allora perché i massoni indossano anelli, fermacravatte e spille notoriamente massonici? Perché gli edifici della massoneria sono indicati in maniera chiara? Perché gli orari delle riunioni appaiono sui giornali?” Aveva sorriso nel vedere le facce confuse degli studenti. “La massoneria non è una società segreta. E’ una società con dei segreti.”
“E’ la stessa cosa” aveva rimarcato qualcuno.
“Davvero?” aveva ribattuto Langdon. “Anche la Coca-Cola, allora, è una società segreta?”
“Direi di no” aveva risposto il ragazzo.
“Ma cosa succede, secondo lei, se va nella sede della Coca-Cola e chiede la ricetta?”
“Non me la danno.”
“Infatti. Per conoscere la formula lei dovrebbe lavorare alla Coca-Cola per anni, dimostrarsi una persona fidata e salire ai vertici, dove forse le svelerebbero il segreto. Ma, a quel punto, le farebbero giurare di non rivelarlo a nessuno.”
“Dunque, la massoneria è come una azienda?”
“Solo nel senso che entrambe hanno una rigida gerarchia e tengono molto ai loro segreti.”
[…]
“Bene. Ditemi: quali sono i requisiti fondamentali affinché una ideologia possa essere considerata una religione?”
“Assicurare, credere, convertire” aveva risposto una studentessa.
“Esatto” aveva replicato Langdon. “Le religioni assicurano la salvezza, credono in una determinata teologia e convertono i non credenti.” Dopo una piccola pausa, aveva aggiunto: “La massoneria invece no. Non promette salvezza, non ha una teologia specifica e non cerca di convertire nessuno. Anzi, nelle logge massoniche è proibito discutere di religione”.
“Dunque, la massoneria è antireligiosa?”
“Al contrario. Uno dei requisiti per esservi ammessi è la fede in una entità superiore. La differenza tra la spiritualità massonica e la religione organizzata è che i massoni non danno un nome o una definizione specifica a tale entità superiore. Invece di identità teologiche definite, come Dio, Allah, Buddha o Gesù, i massoni preferiscono usare definizioni generiche, come Essere Supremo o Grande Architetto dell’Universo. Ciò permette la coesistenza di fedi diverse all’interno della massoneria.”
“Mi sembra un po’ tirato per i capelli” aveva osservato un ragazzo.
“Ma denota una apertura mentale non da poco” gli aveva fatto notare Langdon. “In un’epoca in cui i popoli di culture diverse arrivano a uccidersi per stabilire qual è la definizione migliore di Dio, la tradizione di tolleranza e apertura mentale della massoneria mi sembra assolutamente encomiabile.” Si era messo a camminare avanti e indietro sulla pedana. “Inoltre, essa accoglie uomini di tutte le razze, di tutti i colori e di tutte le fedi, e propugna una fratellanza spirituale che non discrimina in alcun modo.”
[…]
“Professor Langdon, se la massoneria non è una società segreta, non è un’azienda e non è una religione, allora cos’è?” A porre la domanda era stato un giovane con i capelli ricci, seduto nell’ultima fila.
“Se lo chiedesse a un’affiliato, le risponderebbe che la massoneria è un sistema morale velato di allegorie e illustrato di simboli.”
“Che a me sembra un eufemismo per ‘setta stravagante’.”
“Ha detto ‘stravagante’?”
“Cavoli, sì!” il giovane si era alzato in piedi. “Io ho sentito cosa fanno in quei palazzi segreti! Strani riti a lume di candela con bare, cappi, teschi pieni di vino… Stravagante è dir poco.”
Langdon aveva guardato il suo uditorio. “C’è qualcun altro che lo trova stravagante?”
“Sì” avevano risposto molte voci.
Langdon aveva sospirato. “Peccato. Se per voi questo è stravagante, allora non vorrete mai unirvi alla mia setta.”
Nell’aula era calato il silenzio. La studentessa del Women’s Center aveva assunto un’aria preoccupata. “Lei è in una setta, professore?”
Langdon aveva annuito e, con voce più bassa e in un tono da cospiratore, aveva detto: “Non raccontatelo a nessuno, ma io nel giorno del dio pagano del sole, Ra, mi inginocchio ai piedi di un antico strumento di tortura e ingerisco simboli che stanno per sangue e carne.”
Gli studenti erano attoniti.
Langdon aveva fatto spallucce. “Se volete saperne di più, venite nella cappella dell’università domenica prossima, inginocchiatevi ai piedi del crocifisso e fate la comunione.”
Il silenzio era generale.
Langdon aveva strizzato l’occhio ai ragazzi. “Aprite la mente: abbiamo tutti paura di ciò che non comprendiamo.”

 

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