Il cristianesimo delle origini

AUGIAS: […] Del resto il cristianesimo delle origini, quello più prossimo alle parole del fondatore (ammesso che sia stato davvero Gesù e non Paolo di Tarso), era assai più vicino dell’attuale a molte delle cose che ho detto. Prima che la costruzione teologica e una poderosa esegesi imponessero il loro pesante mantello sui pochi, semplici principi che Gesù aveva predicato, il messaggio era limpido, comprensibile anche dagli umili.
Come ho già scritto nel libro Inchiesta sul cristianesimo, Gesù non aveva mai detto di voler fondare una Chiesa che portasse il suo nome; di dover morire per sanare con il suo sangue il peccato di Adamo ed Eva, per ristabilire cioè l’Alleanza fra Dio e gli uomini. Non ha mai detto di essere nato da una vergine che lo aveva concepito per intervento di un dio; di essere unica e indistinta sostanza con suo padre, Dio in persona, e con una vaga entità immateriale denominata Spirito. Il termine “consustanziale” (homoousios in greco) lo ha escogitato l’imperatore Costantino al concilio di Nicea per risolvere con un compromesso politico un’assemblea lacerata.
Gesù non ha mai battezzato nessuno, non ha istituito alcuna gerarchia ecclesiastica finché fu in vita, mai ha parlato di precetti, norme, cariche, vestimenti, ordini di successione, liturgie, formule; mai ha pensato di creare una sterminata falange di santi. Non è stato lui a chiedere che alcuni testi (vangeli) riferissero le sue parole e le sue azioni, né ha mai scritto personalmente alcunché salvo poche parole vergate col dito sulla polvere. Gesù era un ebreo, e lo è rimasto per sempre; sia quando, in Matteo 5,17, ha detto: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abrogare ma a compiere”; sia quando, sul punto ormai di spirare, ha ripetuto l’attacco straziante del Salmo 22: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”.
Tutto il resto è venuto dopo, gliel’hanno cucito addosso, e lui non l’ha mai saputo.

MANCUSO: […] Su una cosa concordo pienamente con lei, cioè sul fatto che il messaggio di Gesù era semplice, “limpido”. Concordo con lei anche quando dice che tale messaggio è stato appesantito da una “costruzione teologica” posteriore. L’appesantimento dogmatico ha privato il cristianesimo di quella leggerezza e di quella capacità di autoironia che invece sono largamente presenti nel mondo ebraico.

 

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