Voi siete dèi

“Professore, se io ora prendessi la piramide e le facessi cambiare aspetto sotto i suoi occhi, lei mi crederebbe?”
Langdon non sapeva cosa rispondere. “Bé… certamente.”
“Benissimo, allora. Lo farò” Si sfiorò di nuovo le labbra con il fazzoletto. “Le ricordo che un tempo anche le menti più brillanti erano convinte che la terra fosse piatta perché ritenevano che, se fosse stata rotonda, i mari si sarebbero rovesciati. Provi a immaginare quanto avrebbero riso se qualcuno fosse andato a dir loro: ‘Non solo la terra è una sfera, ma c’è una forza mistica invisibile che trattiene tutto sulla sua superficie’!”
“Tra la forza di gravità e la capacità di trasformare gli oggetti con un semplice tocco della mano c’è una bella differenza” osservò Langdon.
“Lei crede? Non sarà forse che viviamo ancora in un’epoca buia, in cui ci si fa beffe delle forze ‘mistiche’ che non siamo in grado di vedere o capire? Se la storia ci ha insegnato qualcosa, è che le idee bizzarre di cui ridiamo oggi saranno domani verità conclamate. Io sostengo di poter trasformare questa piramide con il tocco delle mie mani, e lei mette in dubbio il mio equilibrio mentale. La storia è piena di saggi e dotti che sostenevano la stessa cosa… convinti che l’uomo possieda facoltà mistiche di cui non è consapevole.”
Langdon sapeva che il decano aveva ragione. Il famoso aforisma ermetico “Non sapete di essere dèi?” era uno dei pilastri degli antichi misteri. Come sopra, così sotto… L’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio… L’apoteosi. Il messaggio ricorrente della natura divina dell’uomo, del suo potenziale nascosto, era il comune denominatore dei testi classici di innumerevoli tradizioni. Persino la Bibbia proclamava, in Salmi 82,6: “Voi siete dèi”.
“Professore” proseguì l’anziano sacerdote “mi rendo conto che lei, come molti intellettuali, oscilla tra due mondi, quello spirituale e quello materiale. Il suo cuore anela a credere, ma il suo intelletto non glielo permette. Da serio studioso qual è, farebbe bene a imparare dai saggi del passato.” Fece una pausa e si schiarì la voce. “Se non ricordo male, una delle menti più sublimi che siano mai esistite diceva: ‘Ciò che a noi sembra impenetrabile esiste veramente. Dietro i segreti della natura c’è qualcosa di sottile, intangibile e inspiegabile. La mia religione venera questa forza che va al di là della nostra capacità di comprensione’.”
“Chi è stato a dirlo?” chiese Langdon. “Gandhi?”
“No” intervenne Katherine. “Albert Einstein“.

 

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