Timer nucleare

Coral continuò a trafficare con lo scansore. “Sul volo per venire qui, ho studiato i risultati dei ricercatori della DARPA. Nelle loro teorie relative a una forma stabilizzata di antimateria intrappolata nel meteorite, c’era qualcosa che mi turbava.”
“Non credi sia possibile una cosa simile?” In effetti, la credibilità era un po’ tirata per i capelli. L’antimateria si annulla sempre e istantaneamente quando entra in contatto con ogni forma di materia, persino con l’ossigeno dell’aria. Come poteva esistere lì, in uno stato naturale qualsiasi?
Lei scrollò le spalle senza alzare lo sguardo. “Anche se io accettassi una simile teoria, si pone la domanda del perché l’antimateria si sia incendiata in questa occasione. Perché questa determinata tempesta elettrica ne ha innescato l’esplosione? Puro caso? O c’è stato qualcosa di più?”
“Tu che cosa ne pensi?”
Lei indicò lo scansore. “Decadimento di uranio. E’ come un orologio. Rilascia la sua energia seguendo schemi fissi e prevedibili, nell’arco di millenni. Forse una soglia critica di radiazioni dell’uranio ha provocato la destabilizzazione dell’antimateria. Ed è stata quell’instabilità a permettere all’urto della scarica elettrica di incendiarla.”
“Una specie di timer di una bomba.”
“Un timer nucleare, fissato qualche millennio fa.”
Era un pensiero inquietante.
“Che altro c’è?” domandò Painter.
Lei lo guardò per la prima volta in faccia. “Se esiste un’altra fonte di questa antimateria – un’altra vena madre – potrebbe a sua volta essere in procinto di destabilizzarsi. Se abbiamo speranza di trovarla, è meglio che ci sbrighiamo. Quel timer nucleare potrebbe cominciare a ticchettare.”

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *