Impronte molecolari

“Dubito che tu sappia ciò che sappiamo noi”, replicò Cassiopea, alzandosi per avvicinarsi ad uno degli scaffali pieni di libri. “L’autunno scorso ho ricevuto una telefonata da un amico che lavorava al museo di Storia Culturale di Samarcanda. Aveva trovato qualcosa che pensava potesse interessarmi: un antico manoscritto.”
“Antico quanto?”
“I o II secolo d.C. Mai sentito parlare di fluorescenza da raggi X?”
Malone scosse la testa.
“E’ un procedimento relativamente nuovo”, spiegò Thorvaldsen. “All’inizio del Medioevo, la pergamena scarseggiava al punto che i monaci svilupparono una tecnica per riciclarla grattando via l’inchiostro preesistente, riutilizzando quindi i fogli puliti per i libri di preghiera. Con la fluorescenza, i raggi X si formano da un acceleratore di particelle e vengono poi usati per bombardare la pergamena riciclata. La fortuna è che l’inchiostro usato secoli fa conteneva molto ferro e quando i raggi X lo colpiscono, le molecole penetrate in profondità brillano, e quelle immagini possono essere trascritte. Decisamente sbalorditivo: è come ricevere un fax dal passato. Parole un tempo cancellate e su cui è stato riscritto con del nuovo inchiostro ricompaiono grazie alla loro impronta molecolare.”

 

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *