Phi 1,618

Langdon si era voltato verso la sua aula piena di studenti ansiosi. “Chi mi sa dire che numero è?”
Un diplomato in matematica, nelle ultime file, aveva alzato la mano. “Il numero phi.” Lo pronunciava “fi”.
“Bene, Stettner.” aveva commentato Langdon. “Signori, vi presento phi.”
“Da non confondere con pi greco” aveva commentato Stettner, sorridendo. “Come diciamo noi matematici, phi è di un’acca più interessante di pi.”
Langdon aveva riso, ma nessun altro aveva capito la battuta.
Stettner era tornato a sedere, deluso.
“Questo numero phi” aveva continuato Langdon “uno virgola seicentodiciotto, è un numero molto importante per l’arte. Chi mi sa dire perchè?” […]
Mentre caricava il proiettore delle diapositive, Langdon aveva spiegato che il numero phi derivava dalla sequenza di Fibonacci, una progressione famosa non solo perché la somma di due termini adiacenti era uguale al termine successivo, ma perché il quoziente di due numeri adiacenti tendeva sorprendentemente al valore 1,618, phi!
Nonostante la bizzarra origine matematica di phi, aveva spiegato Langdon, il suo più sorprendente aspetto era il suo ruolo di mattone fondamentale della natura. Piante, animali e persino gli uomini avevano misure che rispettavano esattamente il rapporto tra phi e uno.
“L’onnipotenza di phi in natura” aveva detto Langdon mentre spegneva la luce “va chiaramente al di là delle coincidenze e perciò gli antichi pensavano che fosse stato stabilito dal Creatore dell’universo. I primi scienziati lo chiamarono la ‘proporzione divina’.” […]
Tutti l’avevano guardato con aria dubbiosa.
“Non mi credere?” li aveva sfidati Langdon. “La prossima volta che fate la doccia, portatevi un metro. […] Fate la prova. Misurate l’altezza e poi dividetela per la distanza da terra del vostro ombelico. Indovinate che numero si ottiene. […] Volete un altro esempio? Misurate la distanza dalla spalla alla punta delle dita e dividetela per la distanza dal gomito alla punta delle dita. […] Altro esempio? Dal fianco al pavimento diviso per la distanza dal ginocchio al pavimento. Di nuovo phi. Le articolazioni delle dita, le sezioni della colonna vertebrale. Ancora phi. Amici miei, ciascuno di voi è un tributo ambulante alla proporzione divina!”
Nonostante l’oscurità, Langdon aveva percepito la loro sorpresa e aveva provato dentro di sé un calore familiare. Era il motivo per cui insegnava. “Come vedete, c’è un ordine sotto l’apparente caos del mondo. Quando gli antichi hanno scoperto phi, erano certi di aver trovato uno dei mattoni usati da Dio per la costruzione del mondo e avevano venerato la natura per questa sua caratteristica. E possiamo capirne la ragione. La mano di Dio è evidente nella natura e ancora oggi esistono religione pagane che adorano la Madre Terra. Molti di noi celebrano la natura come i pagani, ma non lo sanno.”

 

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