Musica per il nascituro

Proprio come il lavoro di Tomatis aveva suggerito, la ricerca odierna indica che il feto è sensibile non solo alla musica, ma anche al tono della voce materna e forse addirittura al significato delle sue parole. […]
Credo che le forti emozioni di una madre – che vanno dalla rabbia e dal risentimento alla calma profonda, alla gratitudine e all’accettazione – possano determinare cambiamenti ormonali e impulsi neurologici che coinvolgono il feto. Nella maggior parte delle società tradizionali, da molto tempo ormai si accetta il fatto che tutte le influenze a cui il bambino non ancora nato viene esposto contribuiscono alla sua salute e al suo benessere. In Giappone, il Tai-kyo, o “educazione embrionale”, rientrava nei preparativi per il nascituro fino all’inizio del XX secolo. Si credeva che le voci, i pensieri, i sentimenti della madre e del padre, dei nonni e di altri membri della famiglia influenzassero il feto e gli evitassero vibrazioni disarmoniche di ogni tipo. Oggi queste comprenderebbero strillanti apparecchi televisivi, film violenti, musica a tutto volume e altri suoni che potrebbero disturbare lo sviluppo di un bambino.

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