La musica di Mozart

Il potere della musica di Mozart si è imposto all’attenzione pubblica in buona parte grazie a una ricerca innovativa condotta presso l’Università della California all’inizio degli anni Novanta.
Al Centro di Neurobiologia dell’apprendimento e della memoria di Irvine, un gruppo di studio si mise a osservare alcuni effetti della musica di Mozart su studenti universitari e bambini. Il dottor Frances H. Rauscher e i suoi colleghi hanno condotto uno studio in cui trentasei studenti del dipartimento di Psicologia hanno totalizzato da otto a dieci punti in più nel test del QI spaziale (parte della scala di intelligenza Standford-Binet) dopo aver ascoltato dieci minuti della Sonata per due pianoforti in Do maggiore K. 448. Nonostante l’effetto sia durato solo dai dieci ai quindici minuti, il gruppo di Rauscher ha concluso che il rapporto fra musica e “ragionamento spaziale” è così forte che il semplice ascolto di musica può fare la differenza.
Forse la musica di Mozart “riscalda il cervello”, ha detto il fisico teorico Gordon Shaw a uno dei ricercatori dopo la divulgazione dei risultati. “Sospettiamo che la musica complessa faciliti certe complesse operazioni neuronali coinvolte nelle attività alte del cervello, come la matematica e gli scacchi. La musica semplice e ripetitiva, invece, potrebbe avere l’effetto opposto.

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