Cristo storico

Gli esperti dell’argomento dicono quasi unanimi che l’inizio della moderna ricerca su Gesù risale al 1778, anno in cui venne pubblicato, postumo, un saggio di Hermann Reimarus, un professore di Amburgo di lingue orientali, che s’intitolava Dello scopo di Gesù e dei suoi discepoli. In quelle pagine Reimarus descriveva Gesù come un profeta politico, ucciso per questo dagli occupanti romani, la cui salma era stata trafugata dai seguaci, che cominciarono a costruire su di lui un mito. Credibile o no che fosse la sua ricostruzione, Reimarus ebbe il merito di far notare per la prima volta con grande nettezza le notevoli differenze esistenti tra il Gesù storico e il Cristo della fede. Dopo di lui la ricerca non si è più fermata. Martin Kahler pubblicò nel 1896 Il cosidetto Gesù storico e l’autentico Cristo biblico, in cui addirittura negava la possibilità di arrivare a conoscere la figura storica di Gesù poiché i testi del Nuovo Testamento, in primo luogo i vangeli, hanno il solo scopo di proclamare il Cristo della fede, essendo scritti teologici assai più di quanto non siano resoconti biografici. E il pensatore e teologo Rudolf Bultmann, protestante, sostiene, per esempio, che la visione del mondo contenuta nel Nuovo Testamento è completamente mitologica e che, nonostante questo, non c’è un solo passo nei ventisette testi che lo compongono in cui Gesù sia chiamato Dio. Unica eccezione quella in cui Tommaso si rivolge a Gesù con l’invocazione “Mio Signore e mio Dio” (Gv 20, 28).

Paul Tillich, un altro teologo tedesco, protestante come Bultmann, avanzò l’ipotesi che il tentativo di scoprire chi fosse il vero Gesù s’era risolto in un fallimento, ma che la cosa aveva una rilevanza relativa dal momento che la vera importanza del Cristo è di essere diventato un simbolo che conduce a una nuova forma di esistenza. Le pretese “vite di Gesù”, egli scrisse, sono più simili a romanzi che a vere biografie. Il cristianesimo, aggiunse nel suo Teologia sistematica, non è basato sull’accettazione di un romanzo storico bensì sulla testimonianza del carattere messianico di Gesù: “La partecipazione, non la prova storica, garantisce la realtà dell’evento sul quale il cristianesimo si fonda.”
Si arrivò in questo modo ad avere studiosi che sostenevano ipotesi opposte: secondo alcuni, importanti sono il Cristo, il suo messaggi, il suo esempio, il suo sacrificio, non la religiosità (tanto meno le Chiese) che sul suo nome sono state fondate; altri invece, come Tillich, scrivono che è il cristianesimo ciò che conta, non le reali esperienze di Gesù, che restano per la gran parte indimostrabili.
Con il progressivo affinarsi degli strumenti storici, i dubbi e le discussioni anziché diminuire si sono intensificati. Uno dei punti sui quali si raggiunse tuttavia un consenso pressoché generale è che Gesù, i suoi apostoli e i vangeli detti sinottici non hanno mai descritto l’azione del Cristo nei termini che verranno poi impiegati dalle varie Chiese cristiane, compresa quella cattolica.

 

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Un commento

  1. Una ulteriore "prova" della storicità di Gesù di Nazaret è il suo genio come è narrato dai Vangeli. Perché aveva un’intelligenza simile nel metodo a quella di Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti. Come dimostro nel mio ebook: Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Un intelligenza che si esplicava in processi ricorsivi, giochi di specchi. Ad esempio nella parabola di Lazzaro e il ricco epulone, Abramo afferma che se anche uno risuscitasse dai morti, non servirebbe a niente se non credono ai profeti. Poi resuscita l'amico Lazzaro, e come profetizzato nella parabola, Gesù non viene creduto, ma anzi condannato a morte. Dopodiché resuscita Lui, è attualmente non molti gli credono… Un intelligenza nel metodo comune a tutti i principali geni della storia che non poteva essere invenzione di qualche evangelista. Questa è una prova indiretta dalla storicità di Gesù di Nazaret, perché l'aspetto ricorsivo dei Vangeli, di Gesù, e in certo senso di tutta la teologia cattolica non poteva essere invenzione degli Apostoli, che della ricorsività ignoravano tutto. Saluti

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