Geni Hox

“Presumo che si riferisca all’esplosione cambriana, giusto?” chiese Lisa. Era uno dei capisaldi dei sostenitori del disegno intelligente. Durato quindici milioni di anni, il periodo Cambriano era relativamente breve, ma in quell’arco di tempo c’era stata una sorta di esplosione di nuove forme di vita: spugne, chiocciole, meduse e trilobiti. Sembrava che fosse avvenuta tutto d’un tratto. Con un ritmo troppo rapido, secondo gli antievoluzionisti.
Nein. C’è un abbondanza di prove fossili a testimoniare che quell’improvvisa comparsa di invertebrati non fu poi così improvvisa. Nel Precambriano c’erano spugne in abbondanza e metazoi simili a vermi. Anche la diversità delle forme di quel periodo può essere giustificata dalla comparsa nel codice genetico dei geni Hox.”
“I geni Hox?”
“Una serie di quattro-sei geni di controllo è comparsa nel codice genetico appena prima del periodo Cambriano. Si è scoperto che erano una sorta di interruttori di controllo per lo sviluppo embrionale; definivano l’alto e il basso, la destra e la sinistra, insomma la forma corporea di base. I moscerini della frutta, le rane, gli esseri umani hanno tutti esattamente gli stessi geni Hox. Si può ritagliare un gene Hox da un moscerino e inserirlo nel DNA di una rana e funzionerà senza problemi. Poichè questi geni sono gli interruttori di controllo fondamentali per lo sviluppo embrionale, basta una loro minuscola variazione per creare forme corporee completamente nuove.”
Sebbene non sapesse dove stesse andando a parare, Lisa si sorprese delle approfondite conoscenze di Anna in quell’ambito. Erano paragonabili alle sue. Se Anna fosse stata una collega, incontrata in una conferenza, forse a Lisa sarebbe piaciuta quella discussione. In effetti doveva continuamente ricordare a se stessa con chi stava parlando.
“Perciò l’emergere dei geni Hox prima del periodo Cambriano potrebbe spiegare quella drammatica esplosione di forme di vita diverse. Tuttavia i geni Hox non spiegano altri momenti di evoluzione rapida, quasi intenzionale.”
“Per esempio?”
“Per esempio la farfalla punteggiata delle betulle, o Biston betularia. Conosce quella storia?”
[…]
“Molto bene”, disse Anna. “Allora mi permetta di citarle un evento più recente, verificatosi in un ambiente controllato, in laboratorio. Un ricercatore ha prodotto una varietà di battere E.coli che non erano in grado di digerire il lattosio. Poi ne ha sparsa una florida popolazione su una piastra di coltura, in cui l’unica fonte di cibo era il lattosio. Che cosa sarebbe dovuto accadere, secondo la scienza?”
Lisa scrollò le spalle. “Incapaci di digerire il lattosio, i batteri sarebbe morti di fame.”
“Ed è esattamente ciò che è successo al novantotto percento di quei batteri, ma il due percento ha continuato a prosperare. Quei batteri avevano spontaneamente mutato un gene, per digerire il lattosio. In una sola generazione. Io lo trovo sconcertante. Va contro ogni ipotesi di casualità. Con tutti i geni presenti nel DNA di un E.coli e la rarità della mutazione, perché il due percento di quella popolazione ha mutato l’unico gene necessario per sopravvivere? E’ un evento inspiegabile alla luce della casualità.”
Lisa doveva ammettere che era strano. “Forse c’è stata una contaminazione in laboratorio.”
“L’esperimento è stato ripetuto con risultati analoghi.”
Lisa non era convinta.

 

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