Non chi dice

Perciò affermo che vi sono uomini che fanno parte della Chiesa anche se neppure si sognano di chiedere il battesimo, andare a messa, confessarsi, ascoltare il papa e cose di questo genere; e ve ne sono altri, invece, che non ne fanno parte, anche se magari indossano ricchi paramenti ecclesiastici. L’ha affermato Gesù, non io: “Non chiunque mi dice ‘Signore, Signore’ entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.” Aggiungendo poi un affondo abbastanza destabilizzante: “Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demoni nel tuo nome e compiuto miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità” (Mt, 7, 21-23).
Sono sicuro che anche lei avverte la potenza di tali parole. Si può passare la vita a predicare, ad amministrare sacramenti, a guidare una diocesi o l’intera cattolicità quale successore di Pietro nel nome di Cristo, e non avere nulla a che fare con lui. “Non vi ho mai conosciuti”! Il criterio decisivo per avere a che fare con lui è la giustizia, l’equità, e non a caso egli chiama coloro che allontana da sè “operatori di iniquità”. Forse, in quel giorno, qualcuno gli dirà di aver lavorato tutta la vita nel suo nome, di aver firmato leggi sull’otto per mille nel suo nome, guadagnato spazi importanti su giornali e tv nel suo nome, ispirato leggi dello Stato laico nel suo nome, persino rifiutato funerali e nozze religiose nel suo nome. Ma non so quale risposta otterrà.
Dalla Chiesa istituzionale si può anche essere scomunicati , cioè privati della comunione visibile con essa. Ma se la causa di ciò sono le idee e non il peccato, non si verrà mai esclusi dalla comunione spirituale con la vera Chiesa, la Chiesa celeste.

 

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