Visione a distanza

“Questo non è del tutto vero”, obiettò Painter. “Secondo i rapporti ufficiali, la visione a distanza produsse risultati utili nel quindici percento dei casi, il che era superiore alle probabilità statistiche. E poi c’erano le eccezioni. Come un artista di New York, Ingo Swann, che era capace di descrivere gli edifici nei minimi dettagli, conoscendone soltanto le coordinate geografiche. I suoi successi, secondo alcuni funzionari, sfioravano l’ottantacinque percento dei casi.” Diede un colpetto sulla pila dei documenti. “I risultati dello Stanford Research Institute sono stati ripetuti sperimentalmente a Fort Meade e al laboratorio di Princeton per la ricerca sui fenomeni anomali. Inoltre sono stati riportati importanti successi: uno dei casi più citati riguarda il sequestro e la liberazione del generale James Dozier. Secondo il fisico a capo del progetto, un osservatore a distanza accertò il nome della città dove era tenuto prigioniero, mentre un altro descrisse nei particolari l’edificio, fino al letto su cui era incatenato. E’ difficile liquidare sbrigativamente risultati del genere.” […]
“Ma tornando all’inizio, che cosa c’entra tutto questo con i Giasoni?”
“Ci stavo proprio arrivando. A quanto pare, lo Stanford Research Institute, come i sovietici, aveva cominciato ad ampliare i parametri delle ricerche, estendendoli alle discipline scientifiche.”
“Come la neurofisiologia“, intervenne Gray. “Il lavoro del dottor Polk.”

 

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