Novantasette per cento

“Non ho molto tempo” Entrò. “Come ti senti?”
“Benissimo. Ho letto questo articolo. Non sapevo che solo il tre per cento del nostro genoma è attivo. Che il novantasette per cento consiste di spazzatura e codici privi di significato. Eppure, quando questa spazzatura viene sottoposta a un programma crittografico di verifica del linguaggio, persino un’accozzaglia tanto casuale rivela la presenza di un linguaggio. Straordinario.” Si sfilò gli occhiali. “E se riuscissimo a comprendere quel linguaggio?”
“Alcune cose potrebbero trascendere la nostra comprensione.”
Vittorio si accigliò. “Non sono d’accordo. Dio non ci ha dato questi grandi cervelli perché giacessero lì, inutilizzati. Siamo nati per dubitare, studiare, arrovellarci per giungere a una comprensione sempre più completa dell’universo, sia esteriore sia interiore.”
Cercando di non dare nell’occhio, Gray controllò di nuovo l’orologio.
Vittorio decise di porre fine alla sua tortura. Evidentemente Gray era occupato. “Arrivo al punto. Ricorderai che, nella cripta cilindrica sotto Bayon, ho accennato al fatto che la scrittura angelica – l’eventuale forma scritta di questo sconosciuto codice genetico – potrebbe essere la Parola di Dio che descrive qualcosa di più grande di noi, forse ritenuto sepolto in quel novantasette per cento del nostro codice genetico considerato spazzatura. E se non si trattasse di spazzatura? Forse abbiamo addirittura intravisto uno scorcio di quella parte più grande di noi.”
“E come, secondo te?”
“Quella donna, Susan. E se il suo mutamento fosse stato un fuggevole sguardo alla vera traduzione dell’iscrizione angelica?” Vittorio scorse l’incredulità nel volto di Gray e alzò una mano. “Stamani ho parlato con Lisa. Mi ha accennato che, a suo parere, durante l’esposizione alla luce solare, il cervello di Susan era completamente stimolato dalle energie batteriche, che risvegliavano quelle parti di cervello umano altrimenti addormentate. Trovo interessante che solo una minuscola frazione del nostro codice genetico sia attiva e che, nello stesso tempo, utilizziamo soltanto una parte del nostro cervello. Tu non lo trovi strano?”
Gray scrollò le spalle. “Credo di sì”.
“E se tutta quell’iscrizione angelica descrivesse il nostro pieno potenziale, quello ancora latente in tutti noi, in attesa di essere risvegliato?”

 

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