Mappe

“Ho studiato molti portolani. Il Dulcert Galway del 1339 mostra la Russia con grande accuratezza; un’altra mappa turca del 1559 mostra il mondo in una prospettiva settentrionale, come dall’alto del polo Nord. E com’è possibile? Una mappa dell’Antartide pubblicata nel 1737 indicava il continente diviso in due isole, cosa che ora sappiamo essere vera; un’altra che ho esaminato era del 1531 e descriveva l’Antartide senza ghiaccio, con fiumi e montagne che si è poi scoperto essere sepolti al di sotto. All’epoca in cui quelle mappe sono state realizzate, simili informazioni non erano disponibili, eppure sono notevolmente accurate, con un errore nella longitudine di appena mezzo grado. E questo è incredibile, considerando che si presume che chi le ha disegnate non conoscesse tale concetto.”
“E invece i Santi conosceva le longitudini?”
“Per navigare sugli oceani dovevano saper usare le stelle, oppure longitudine e latitudine. Nelle mie ricerche ho notato delle somiglianze nei portolani: troppe perché si tratti di pura coincidenza. Perciò, se tempo fa è esistita una società in grado di navigare in alto mare, una che ha rilevato rilevamenti topografici in tutto il mondo secoli prima delle grandi catastrofi geologiche e meteorologiche che hanno colpito ripetutamente la Terra circa diecimila anni prima di Cristo, è logico che queste informazioni siano state trasmesse e quindi siano sopravvissute fino a venire riprese in quelle mappe.”

 

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