I libri non danno il sapere

“I libri non danno il sapere” gli aveva detto Andrei. “Sono un nutrimento allo stato brado. Tocca a lei digerirlo, vale a dire decostruirlo leggendo, per poi ricostruirlo dentro di sé. Ho studiato molto Nil, ma ho imparato poco. Non dimentichi quello che cerca: il mistero di Dio, che si trova oltre le parole. Le parole e le idee contenute nei libri la condurranno in direzioni differenti, a seconda di come saprà disporne. E’ tutto là, in quei libri. Ma gran parte di essi non sono che pietre che giacciono alla rinfusa sugli scaffali. Spetta a lei farne un edificio coerente. Solo una cosa: diffidi. Non tutte le architetture sono accettabili, e non tutte sono accettate. Finché rimarrà in uno schema ideologicamente corretto, non avrà alcun fastidio. Ripeta ciò che è stato detto prima di lei, rifaccia lo stesso edificio che ha già ricevuto la consacrazione del passato, e sarà onorato. Ma se edificherà, con quelle stesse pietre, un edificio nuovo, allora stia in guardia …”

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