Gnosi

“La ricerca della verità spirituale non è mai sbagliata, qualsiasi percorso intraprenda”, proseguì il prelato.[…] “Per certi versi l’attentato di oggi ha origine lontane, che si possono far risalire al conflitto tra due apostoli, Tommaso e Giovanni.” […]
“D’accordo, ma cosa c’entra …” […]
“La segretezza era una caratteristica fondamentale del cristianesimo delle origini e i riti clandestini si svolgevano all’interno di grotte e cripte. Tale situazione creò lo smembramento in piccoli gruppi, soprattutto a causa della distanza, poiché le comunità maggiori si trovavano ad Alessandria, Antiochia e Roma. Proprio a causa dell’isolamento, dunque, le singole pratiche cominciarono a differire l’uno rispetto all’altra e a dare origine a diverse interpretazioni della figura del Cristo. Ovunque si scrivevano vangeli: oltre a quelli raccolti nel Nuovo Testamento – Matteo, Marco, Luca e Giovanni – si annoverano il vangelo degli Ebrei, il vangelo di Tommaso, il vangelo di Maria Maddalena, il vangelo di Filippo, il vangelo della Verità, l’Apocalisse di Pietro e molti altri ancora. Intorno a questi scritti sorsero numerose sette e la giovane Chiesa cominciò a smembrarsi.” […]
“Perché furono scelti proprio quei quattro?”
“Questo è il problema.” […]
“Tre vangeli sono molto simili tra loro, mentre quello di Giovanni ha caratteristiche diverse e persino gli eventi della vita di Cristo in esso narrati non seguono la stessa cronologia degli altri. Ci fu una ragione più importante per cui l’opera di Giovanni fu inclusa nel canone biblico.”
“Quale?”
“Il suo legame con l’apostolo Tommaso.”
“Colui che dubitò?” […]
Vittorio annuì. […]
“Perché erano tanto diversi?”
“La differenza di base è riconducibile all’inizio del libro della Genesi, dove è scritto che Dio disse: ‘Sia la luce!’ Giovanni e Tommaso identificarono Gesù con questa luce primordiale, la luce della creazione, ma, a partire da questo assunto, le loro interpretazioni divergono. Secondo Tommaso, infatti, non soltanto la luce ha dato origine all’universo, ma permea ogni essere, soprattutto l’uomo, fatto a immagine e somiglianza di Dio. La luce alberga all’interno di ogni uomo, nell’attesa di essere scoperta.
“Giovanni, invece?”
“Giovanni aveva assunto una posizione diametralmente opposta: credeva anch’egli, come Tommaso, che Cristo incarnasse la luce primordiale, ma riteneva che soltanto Cristo contenesse in sé la luce. Il resto del mondo, esseri umani inclusi, restava eternamente nell’oscurità e il cammino verso la luce, verso la salvezza e verso Dio poteva essere intrapreso soltanto con la fede in Cristo.”
“Un punto di vista assai limitato.”
“Più pragmatico per la Chiesa delle origini. Giovanni offre un metodo per raggiungere la salvezza, la luce: l’adorazione di Cristo. Furono proprio la semplicità e l’immediatezza di Giovanni a conquistare i padri della Chiesa in quell’epoca caotica. Al contrario, Tommaso suggeriva che tutti hanno la capacità innata di trovare Dio guardando dentro di sé, senza bisogno di praticare culti di adorazione.”

 

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