Computer quantistico

Uno degli idoli di Doniger era il fisico Richard Feynman. Questi, all’inizio degli anni Ottanta, aveva teorizzato la possibilità di costruire un computer basato sulle proprietà quantistiche dell’atomo. In teoria tale “computer quantico” avrebbe dovuto essere miliardi di volte più potente di qualsiasi computer mai realizzato, ma l’idea di Feynman necessitava, per essere tradotta in pratica, di una nuova tecnologia: una tecnologia tutta da inventare e capace di sovvertire ogni regola. Poiché nessuno era riuscito a trovare il modo di creare tale computer quantico, l’idea di Feynman fu ben presto dimenticata.
Da tutti, ma non da Doniger.
Nel 1989, Doniger si accinse alla costruzione del primo computer quantistico. Il progetto era così radicale – e rischioso – che egli non rivelò mai pubblicamente la sua intenzione. Diede alla sua nuova società il banale nome di International Technology Corportation (ITC) e aprì la sua sede principale a Ginevra, cominciando a pescare nel pool dei fisici che lavoravano al Cern. […]
Il consiglio di amministrazione, presieduto da Doniger, passò da sei a dodici membri. Erano tutti direttori generali di società che avevano investito nella ITC o imprenditori d’assalto; senza eccezioni, costoro avevano sottoscritto accordi severissimi che li obbligavano a mantenere il più assoluto riserbo, a versare una cospicua cauzione, affidata a terzi, a sottoporsi all’esame della macchina della verità ogniqualvolta fosse loro richiesto e a consentire intercettazioni telefoniche senza preavviso da parte della ITC. Oltre a ciò, Doniger pretese da ciascuno un investimento iniziale di trecento milioni di dollari. Come ebbe modo di spiegare, non senza una certa arroganza, si trattava del prezzo di una poltrona nel consiglio di amministrazione.

 

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