Cagliostro

Amparo cercò di riguadagnar terreno: “Non era duemila anni fa?”
“Non sono giovane come lei”, sorrise Agliè.
“Come Cagliostro“, scherzai. “Non è lui che una volta passando davanti a un crocifisso si fece udire mentre mormorava al suo famiglio: ‘Gliel’avevo detto io a quel giudeo di stare attento, quella sera, ma non ha voluto darmi ascolto’? ”
Agliè si irrigidì, temetti che la celia fosse greve. Accennai a scusarmi, ma il nostro ospite mi interruppe con un sorriso conciliante. “Cagliostro era un mestatore, perché si sa benissimo quando e dove era nato, e non ce l’ha fatta neppure a vivere a lungo. Millantava”.
“Lo credo bene”.
“Cagliostro era un mestatore,” ripeté Agliè, “ma questo non vuol dire che non siano esistiti e non esistano personaggi privilegiati che hanno potuto attraversare molte vite. La scienza moderna sa così poco sui processi di senescenza, che non è impensabile che la mortalità sia un semplice effetto di cattiva educazione. Cagliostro era un mestatore, ma il conte di San Germano no, e quando diceva di aver appreso alcuni dei suoi segreti chimici dagli antichi egizi, forse non millantava. Ma siccome quando citava questi episodi nessuno gli credeva, per cortesia verso i suoi interlocutori fingeva di scherzare.”

 

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